Silvio assente al leggittimo impedimento che punta alla fiducia
L'ostruzionismo dell'opposizione sul disegno di legge sul 'legittimo impedimento', in discussione al Senato, è durato meno di un giorno. Alle 18 di ieri il ministro ai Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha posto la questione di fiducia "considerato l'alto numero di emendamenti presentati". Circa 1700 le proposte di modifica presentate, con "il chiaro intento", ha commentato Maurizio Gasparri del Pdl, "di trascinare la discussione".
Riprende stamattina alle 9.30 il dibattito nell’aula del Senato sul legittimo impedimento, il disegno di legge che regola la possibilità per il premier e i ministri di privilegiare gli impegni di governo rispetto alle convocazioni nei procedimenti giudiziari.
Ieri alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha posto a nome del Governo la questione di fiducia, scatenando le proteste dell’opposizione. Maggioranza e Governo hanno giustificato la scelta con l’elevato numero di emendamenti presentati, oltre millesettecento, ma in aula c’è stato un violento scontro polemico con reciproche accuse di «arroganza» fra il Pd e il Pdl.
Le opposizioni hanno chiesto che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riferisca in aula sulle ragioni che lo hanno spinto a chiedere la fiducia su un provvedimento «di origine parlamentare» che «non fa parte del programma di Governo». La discussione in aula proseguirà anche nella seduta pomeridiana, anticipata alle 15. La prima "chiama" per il voto di fiducia è prevista alle 17, la seconda alle 18, le dichiarazioni di voto dalle 19, il voto finale si concluderà probabilmente attorno alle 20, ma in ogni caso, ha precisato ieri il presidente del Senato, Renato Schifani, «entro le 21».
Tratto da LaStampa.it
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