IPSE DIXIT di On. PORTA FABIO
Fare chiarezza anche sui voti del PdL in sudamerica
Fare chiarezza sui voti ottenuti dalla PDL in Sudamerica sui quali esiste già un’indagine in corso delle Procure di Roma e Reggio Calabria
Una dichiarazione del Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati, Fabio Porta (PD), eletto nella Ripartizione America Meridionale: “Piena luce anche sul ruolo della Fondazione Italiani nel Mondo. Liste all’estero pulite dai candidati indagati e maggiore informazione per gli italiani all’estero !”
“Leggo un’agenzia di stampa secondo la quale il Senatore Esteban Caselli rivendicherebbe di essere stato tra i primi a proporre modifiche al voto all’estero: “un sistema criticato per mantenere le loro posizioni di privilegio”, dice il Senatore-candidato a Presidente della Repubblica argentina.
Non potendo rivendicare il triste record di essere il Senatore più assente a Palazzo Madama (con un misero 38,03 per cento di presenze) Caselli fa appello ad altri primati.
Forse dopo aver ricevuto dal defunto Papa Giovanni Paolo II l’ordine di presentarsi alle elezioni argentine, il “Senador” e’ stato adesso preso dai morsi e dai rimorsi della propria coscienza e vuole contribuire a chiarire fatti gravi avvenuti durante le elezioni del 2008 nella Ripartizione America Meridionale. Come e’ noto, infatti, sui voti ottenuti dalla PDL in quelle elezioni fu subito aperta un’inchiesta dalle Procure della Repubblica di Roma e Reggio Calabria relativa all’influenza della mafia e della ‘ndrangheta sulle elezioni in Sudamerica. I sospetti di brogli furono poi confermati dallo scrutinio delle schede elettorali avvenuto a Castelnuovo di Porto, dove furono centinaia le schede sospette recanti proprio il nome del Senatore Caselli. A quei sospetti ne seguirono altri, e oggi l’indagine sul “caso Di Girolamo” fa riemergere un quadro analogo (anche se su scala europea), dove le collusioni con la delinquenza organizzata si intrecciano con possibili complicità o compiacenze da parte di alcuni nostri diplomatici. A questo proposito ho firmato con l’On. Garavini una specifica interrogazione al Ministro degli Esteri essendo convinto che proprio la difesa del diritto del voto all’estero esiga il massimo di rigore e di trasparenza da parte di tutti, autorità italiane e rappresentanti dei partiti politici in primo luogo. Anche su quest’ultimo aspetto, già nel corso della campagna elettorale, avevo lanciato un grido di allarme relativo alla presenza di personaggi di discussa moralità presenti nelle liste del centro-destra. Non mi riferivo solo al Senatore Di Girolamo, ma allo stesso Caselli (noto ai magistrati ed all’opinione pubblica argentina per il suo a dir poco discusso passato negli anni della dittatura e del governo Menem) e a Stefano Andrini (candidato anch’egli in Sudamerica e appena dimessosi dall’AMA di Roma a causa dell’indagine in corso su riciclaggio e ‘ndrangheta). Candidature non solo polemiche ma anche dubbie e pericolose; personaggi che probabilmente nessun partito avrebbe avuto il coraggio di presentare in Italia e per questo catapultati nella Circoscrizione Estero abusando e oltraggiando la buona fede di tanti elettori che poi li hanno votati anche grazie all’assenza di una corretta informazione o controinformazione. Senza parlare poi del ruolo sempre più inquietante e ambiguo, assunto dalla “Fondazione per gli Italiani nel Mondo”, fondata dal Sen. De Gregorio insieme ai suoi “compari” Caselli e Di Girolamo, sulla quale occorrerà fare piena chiarezza in merito al vero ruolo, agli eventuali collegamenti con la delinquenza organizzata e alla effettiva origine e destinazione delle risorse. Tutti questi fatti devono aumentare oggi la nostra responsabilità di parlamentari eletti all’estero: una seria modifica del sistema di voto all’estero si impone (anche con dei precisi criteri di selezione delle candidature) ma e’ anche necessaria una parallela seria riflessione sul sistema dell’informazione per gli italiani nel mondo, che questo governo sta distruggendo dimezzando in maniera irresponsabile le risorse ad essa destinate. Informazione e democrazia infatti vanno di pari passo, in Italia e anche all’estero”.
Inviato il 09/03/10
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